dal 1988
dal 1988

Una storia come tante. 

 

Una storia vera, di un uomo e della sua auto.

 

Testo e foto di: Pietro Ciccone
 
L’origine della mia passione

 

I ricordi sono chiarissimi nella mia mente quasi come se riguardassero solo poco tempo fa, ma non è così. Avevo circa sette anni e, come forse gran parte dei bambini, ero attratto dalle automobili. Fra queste, una in particolare mi accendeva la fantasia e la curiosità. Sembrava un grosso animale, forse un pesce, forse una rana. Vederla acquattata che sembrava toccasse la strada e poi, quasi fosse viva, sollevarsi e scivolar via silenziosa ed elegante, era uno spettacolo incantevole per i miei occhi. La cercavo tra le tante. Era la Deesse. Ricordo che a volte chiedevo di essere accompagnato ad ammirarla dietro le vetrine della concessionaria di via Caracciolo a Napoli dove vivevo e lì continuavo a sognare promettendomi che un giorno ne avrei avuta una tutta per me. Gli anni passavano in fretta e la passione cresceva sempre più fino a spingermi a studiare la meccanica, l’elettrotecnica e l’idraulica, sia per il mio futuro, sia per capire il funzionamento di quello strano oggetto del desiderio così diverso, così "intelligente" che poi fu mio sin dal 1979 e che ancora possiedo. 

 

La notizia


Negli anni la DS è stata perfezionata tante volte. Diventò una delle auto più veloci della sua categoria tanto da farle sfiorare la mitica soglia dei duecento chilometri orari, ma la notizia che più di tutte mi colpì fu quando seppi che circolavano prototipi di una “super DS” sportiva, dotata addirittura di un potente motore Maserati. Ricordo che intimamente ne ero fiero. Era la conferma della validità di quel progetto che, nato nel ’55, già aveva i requisiti tecnologici per diventare l’auto di alte prestazioni che tutti conosciamo. Mi riferisco alla SM...

 

La Citroen SM era la più veloce trazione anteriore della sua epoca.

 

Il primo incontro


Non era per nulla facile incontrarne una. Era un’auto d’élite. Costava tre volte il prezzo di una DS Pallas ma un giorno… Ricordo che andammo a vivere in un nuovo appartamento. Era in una palazzina e il balcone della cucina affacciava su un vialetto che terminava con un box. Ebbene, proprio lì, era parcheggiata una splendida SM. Era gris nacrè con interni di pelle nera. Era uno spettacolo vederla così particolare, aerodinamica, immensa. Apparteneva a un imprenditore locale che non si preoccupava particolarmente della sua auto. Infatti, ogni volta che la metteva in moto, attirava l’attenzione di tutti perché sembrava che
un elicottero stesse per decollare a causa delle incredibili accelerate che dava (a freddo…). In quei momenti sospiravo e pensavo: se solo fosse mia…


Gli eventi


Gli anni ’70 ci hanno regalato tanto, nel bene e nel male. C’era molta creatività, oggetti di design, moda, tecnologia ma anche guerre e crisi petrolifera. Si era costretti a mettere degli adesivi sul retro delle auto per indicare la massima velocità da non superare allo scopo di contenere i consumi. Si circolava a “targhe alterne” o in bicicletta. Insomma bisogna convenire che non sia stato il periodo migliore per auto come la SM capace di viaggiare a 230 km/h o per il “Concorde” che superava la barriera del suono. Era quasi inopportuno non tenerne conto. Fu così che la SM e altri prodigi tecnologici dell’epoca passarono in secondo piano.
La mia passione restò nel tempo imperturbabile.
Nel 1981 mi trasferii a Milano per lavoro e ricordo quando, per caso, vidi esposta una SM "bleu d’orient" in una concessionaria Citroen di Viale Monza. Era a dir poco spettacolare. Sembrava nuova, lì su una piattaforma inclinata che ne esaltava la linea. Al suo fianco erano in mostra le BX appena commercializzate, ma Sua Maestà è pur sempre Sua Maestà e spiccava tra tutte. Fu così che mi tornò la voglia di SM più forte di prima ma, in quel periodo, un tale acquisto non era ancora alla mia portata. Avevo altre priorità.
Il desiderio era sempre lì e così iniziai una lenta ricerca. Senza fretta. Costante nel tempo.
Le SM che trovavo in giro erano piuttosto malconce, specialmente se confrontate all’immagine idealizzata nei miei ricordi. Ne provai qualcuna ma avevo sempre la sensazione di guidare qualcosa che non fosse perfettamente a punto. Poi col tempo si sa, la giovinezza ci lascia ma subentrò quel minimo di tranquillità economica che mi fece ritornare all’attacco. Volevo la SM. Ora potevo e avevo anche lo spazio per parcheggiarla al riparo dalle intemperie e dai malintenzionati. Trovai un annuncio sul prezioso quanto diabolico Internet, dove si parlava di una SM in vendita a pochi km di distanza dal luogo in cui vivo. Tra l’altro il venditore era un appassionato di mia conoscenza. Una persona di cui avrei potuto fidarmi. Mi recai da lui e la vidi. Era una SM sablé métallisé con interni di cuoio marrone. Bella, indubbiamente bella ma che richiedeva un po’ di cure per divenire “la mia SM”. Quella che avevo fissata nella memoria. Iniziai ad analizzarla vite per vite all’interno e all’esterno. Mi tuffai nel vano motore alla ricerca di un qualsiasi difetto. Iniziai a stilare una lista dei lavori piccoli e grandi da fare per riportarla al suo meritato splendore finché non presi la decisione finale.

 

Quella SM sarebbe stata mia.


La provai cercando di carpire ogni piccolo segnale di malfunzionamento o la presenza di qualche difetto più serio e, in fine, l’acquistai. Il mio caro amico venditore me la portò in un pomeriggio di novembre all’appuntamento presso l’agenzia di pratiche automobilistiche e completammo la compravendita.  Da quel momento ero il possessore di una Citroen SM…
Il venditore andò via ed io mi ritrovai da solo a osservare ogni angolo di quell’oggetto di metallo che tanto avevo desiderato. Mi raggiunse mio figlio e, ormai a sera inoltrata, guidai la SM, scortato da lui, verso casa. Mi sembrava di essere un pilota d’aereo in un’impresa eroica. Il rombo del Maserati si faceva sentire. Le sospensioni controllavano il cabraggio ad ogni accelerazione e l’immenso muso fendeva l’aria aprendosi un varco attraverso il quale sarebbe stato presto seguito dalla coda rastremata. I fari scrutavano il buio dirigendosi là dove volevo prima ancora di esserci. Il volante mi sembrava la cloche di un caccia. Avevo l’umore al settimo cielo. Poi seguirono i controlli meccanici, elettrici e di allineamento dei lamierati, una corretta messa a punto dei sei carburatori, della doppia accensione, della distribuzione e di tutto ciò che richiedeva un intervento. Gli acquisti necessari furono: un treno di pneumatici Michelin, candele, cinghie, filtri, e poi altro e altro ancora ma alla fine la SM dei miei sogni fu finalmente una realtà.


Mancava ancora un piccolo dettaglio, non proprio piccolo a essere sincero.


Decisi di far riverniciare interamente la carrozzeria e così, dopo aver preso accordi con il carrozziere della mia zona, iniziai lo smontaggio di tutto ciò che si poteva smontare. Il mio box e persino la casa erano pieni di parti della SM, tutte catalogate e da riportare al top delle condizioni mentre l’auto, divenuta quasi uno scheletro, era in carrozzeria. Ho curato personalmente la preparazione di ogni particolare e riconosco al carrozziere il merito di avermi sopportato… La verniciatura ha rispecchiato il colore originale e ho rimontato tutto personalmente con la sorpresa che non ne è avanzata neanche una rondella! Le regolazioni sono state necessarie alla fine del rimontaggio, ma mi ritengo pienamente soddisfatto dei risultati ottenuti poiché rispecchiano le mie attese. Riportai a casa la SM col gelo e la neve di Gennaio del 2010 e finalmente provai la sensazione di aver fatto un lavoro veramente importante. Mi è servito e mi serve ricordarlo ancora adesso quando ho qualche incertezza in merito a cose che devo fare o a impegni che devo fronteggiare.


I raduni


Già dagli anni ottanta ero iscritto con la mia DS Pallas all’Ideesse Club e l’occasione di incontrarmi con altri appassionati era entusiasmante. Sono nate amicizie e si è trascorso del tempo a parlare di auto, a confrontare le proprie esperienze e a scambiarsi consigli per mantenere in perfetta efficienza le “vecchie glorie del passato”. Poi, in un pomeriggio di sole, passai davanti ad un box aperto. Ero alla guida della mia DS. Nel box s’intravedeva la coda di una SM "or de Simiane" (un po’ impolverata e con alcune ragnatele ben visibili al sole del tramonto). Mi fermai e conobbi il proprietario. Si diventò presto amici e ancora oggi la nostra amicizia è quanto mai salda e sincera. Mi parlò della sua auto e pian piano l’abbiamo riportata al suo antico splendore. Oggi è tra le più belle SM a iniezione che io conosca. Mi parlò di SM Club Italia, delle attività svolte e delle varie opportunità che offriva. Mi convinse ben presto a iscrivermi come simpatizzante non possessore di SM e così feci. Poi, quando acquistai la mia, divenni Socio a tutti gli effetti. Mi colpì subito la qualità dei Raduni che il Club SM organizzava. Fu così che entrai a far parte degli appassionati storici di “Sua Maestà”. L’esperienza e le conoscenze acquisite nel corso degli anni sono state preziose anche in questo caso tant’è che decisi di fare qualcosa di più per il Club.


La situazione attuale


Oggi sono nel consiglio direttivo, promuovo iniziative volte a far conoscere sempre più quest’auto, specialmente tra i giovani che non hanno vissuto, ovviamente, in prima persona il breve ma spettacolare periodo in cui la SM sfrecciava tra le auto del tempo. Gestisco il Sito del Club con molta soddisfazione visto il grande numero di visitatori che vi accedono da tutto il mondo. C’è tanto da fare. Occorre tanto tempo e bisogna essere motivati. Io mi reputo fortunato di aver realizzato questo mio sogno di gioventù e credo che, quando nella vita si vuol raggiungere un risultato, non bisogna mai arrendersi ma agire nel migliore dei modi per far sì che i propri piccoli sogni diventino realtà.

 

Pietro Ciccone
 
Scheda tecnica
Prestazioni
Velocità massima: 220 km/h, modello a carburatori (la trazione anteriore più veloce dell’epoca).

Accelerazione: 0-100 km/h = 8,9 sec; 1 km da fermo = 29,9 sec.

Consumo dichiarato: 12,5 litri/100 km. Peso in ordine di marcia: 1.450 kg (900 all’avantreno, 550 al retrotreno).

 

Produzione
La produzione totale è di 12.920 esemplari, ripartita come segue: 1970 - prodotte 868 SM  1971 - prodotte 4.988 SM  1972 - prodotte 4.036 SM 1973 - prodotte 2.619 SM  1974 - prodotte 273 SM e 21 SM Ligier  1975 - prodotte 1 SM e 114 SM Ligier
 
Ripartizione vendite sui principali mercati
Francia - 5.509 vetture  Italia - 2.070 vetture  Stati Uniti - 2.037 vetture Germania - 971 vetture Canada - 396 vetture Belgio - 338 vetture
 
Prezzo di vendita in Italia
 
Al lancio della vettura, nel dicembre 1970: 5.200.000 lire;  nel giugno 1975: oltre 14.500.000 lire.  

 

Palmares
1ª al Rally del Marocco del 1971, con Deschaseaux/Plassard (prima uscita, prima vittoria).

3ª al Rally del Portogallo del 1972, (Prototipo a passo corto).
5ª al Rally Bandama in Costa d’Avorio del 1972, (Prototipo a passo corto).

Alcuni esemplari privati corsero anche al Rally di Montecarlo ed in gare turismo in pista (24 ore di Spa).  

Premi “Car of the year” 1972 negli Stati Uniti.
 
 
Informazioni club
Il 10 aprile 1988 un gruppo di appassionati ha fondato a Milano l’SM CLUB ITALIA che ha come finalità:
•  riunire i proprietari di questa vettura,  •  promuovere la conoscenza e la competenza in materia di collezionismo e restauro di SM,  •  valorizzare la conoscenza e l’immagine della vettura,  •  preservare e migliorare la flotta delle SM esistenti,  •  reperire i necessari ricambi. 
 
Contatti: Presidenza e Segreteria: cellulare 3665067356 - 3484226060
 
Per tutte le comunicazioni da e per il Club potete scriverci all'e-mail dedicata: smclubitalia@gmail.com
 
Il sito del Club è al link: www.smclubitalia.com

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